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Assistenza regata optimist Castelletto

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Assistenza regata optimist Castelletto


Domenica 24 maggio con sveglia all’alba ci siamo trovati alle 07,15 in sede per poter essere con la RomeoBravo1 davanti a Castelletto alle 8,00 pronti a fare assistenza alla regata optimist valida per la selezione al campionato italiano.

Purtroppo la sveglia è suonata per nulla infatti il vento da nord non ha voluto farsi vedere e quindi verso le 10,30 il comitato di regata manda tutti gli optimist a terra ad aspettare che entrasse il vento da sud detto Ora.

Alle 12.00 esatte il vento non si fa aspettare e si stende una bella brezza sui 4 - 5 m/s dove vengono portate a termine ben tre regate.

Per l’equipaggio della RomeoBravo1 il lavoro è stato più che altro fatto di traini delle piccole imbarcazioni.

Nulla di rilevante da segnalare se non quando ormai stavamo rientrando…….. vedi notizia successiva.

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IV Prova Campionato Invernale del Garda

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IV Prova Campionato Invernale del Garda


Si è conclusa domenica 01 febbraio 2009 la 4^ prova del campionato invernale.
Il meteo non è stato dei migliori, pioggia tutto il giorno con qualche spruzzata di neve.
L’equipaggio uscito con la Romeo Bravo 1, ha comunque eseguto il suo servizio regolarmente. Purtroppo la mancanza di vento non ha permesso lo svolgersi di nessuna regata e si è quindi dovuto effettuare alcuni traini per portare le barche in porto.

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L’Arena scrive di noi "San Nicolò"


L’Arena
IL GIORNALE DI VERONA

Martedì 08 Luglio 2008 provincia Pagina 26

BARDOLINO. Spettacolare intervento per riportare a riva il veliero ultimo testimone dei traffici commerciali sul lago

Recuperato il San Nicolò
«Ritornerà a navigare»

di Stefano Joppi
Decine di persone hanno assistito allo spettacolare recupero del San Nicolò, il veliero più vecchio del Garda ancora in attività, andato alla deriva in seguito al violento fortunale notturno di fine giugno sul lago. L’ultimo «barcòn», varato l’8 dicembre del 1926, è stato issato a terra da due possenti gru che, con mille cautele e grazie a una perizia non comune, hanno alzato fino ad un’altezza superiore ai dieci metri il bialbero in legno (lungo circa 20 metri, largo 5, stazza superiore alle 20 tonnellate), per poi posizionarlo nel parcheggio sterrato a fianco del lido Cornicello. Lì rimarrà il tempo necessario per essere risistemato e tornare in acqua.
«Si prospettano tempi lunghi», allarga le braccia l’armatore Ivan De Beni pronto a ringraziare il sindaco Pietro Meschi per aver concesso l’utilizzo dell’area. Ma non solo. «Davvero encomiabili sono stati i volontari del gruppo Opsa e i vigili del fuoco che ha nno mantenuta vuota d’acqua la stiva del San Nicolò nei giorni successivi al disastro e durante il trasporto del barcone, via lago, dal luogo del naufragio, davanti alla sede della Canottieri, a Punta Cornicello. Purtroppo i danni sono consistenti e ci vorranno mesi prima di rivedere il San Nicolò in attività. Oltre ai due i profondi squarci nella carena ci sono da valutare le condizioni della chiglia. Con i miei soci (il barcone è di proprietà dell’agenzia Europlan, ndr) stiamo pensando d’ingaggiare una squadra di maestri d’ascia per velocizzare i tempi di recupero del veliero. Il danno economico? Difficilmente riusciremo a stare sotto i 200 mila euro», confida ancora De Beni. Il quale è letteralmente sommerso di messaggi di bardolinesi profondamente dispiaciuti per la sorte del San Nicolò.
È la conferma del forte legame che questo barcon ha con la sua comunità. D’altronde fu realizzato dal cantiere Guarnati per i fratelli Giuseppe e Giovanni Donà rimasti malauguratamente senza barca. In quell’epoca ebbero l’aiuto spontaneo dell’intera comunità che, con una colletta, contribuì alla realizzazione del nuovo scafo, cosi battezzato in onore del patrono del paese. Nel corso della sua lunga attività il barcone, ora adibito a crociere turistiche, trasportò ogni tipo di merce. «Soprattutto pietre, per costruire i porti, legname e anche frutta», raccontano Carlo ed Ennio Donà, primi cugini e figli rispettivamente di Giuseppe e Giovanni Donà.
Poco prima della seconda guerra mondiale il San Nicolò finì sugli scogli per la rottura degli ormeggi. Alla fine della guerra il veliero rimase fino al 1957 di proprietà della famiglia Donà quando, non potendo reggere alla concorrenza del trasporto su gomma, venne venduto ad un certo Duprè di Lugano. Nel maggio del 1962 nuovo cambio di proprietà con il passaggio al bolzanino Walter Bertolazzi. L’imbarcazione fu sottoposta ad un radicale restauro, dicembre 1967, con le tavole di fasciame rovinate sostituite con altre in mogano nel cantiere di Sauro Feltrinelli di Malcesine. Successivamente il San Nicolò è stato acquistato da Pierluigi Canobbio di Riva, titolare della linea di autocorriere Rovereto-Riva, e quindi nel 1979 da Helmar Danner di Linz che per circa sei anni l’ha adibito a nave scuola di vela sotto bandiera austriaca. Nel gennaio del 1987 il San Nicolò fu comprato dall’agenzia Europlan.

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